Corriere di Sciacca

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giovedì 31 maggio 2012

3 MILIONI DI EURO PER LA PISTA CICLABILE MENFI-SCIACCA



Con Decreto dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente n.3/2012, registrato dalla Corte dei Conti il 26/03/2012, è stato finanziato al Comune di Menfi il progetto per il prolungamento della pista ciclabile da Porto Palo fino a Sciacca lungo la ex linea ferroviaria.
Così commenta la positiva notizia il sindaco Michele Botta: "L'amministrazione ha deciso di puntare su opere a servizio del turismo capaci di attrarre sempre nuovi visitatori valorizzando, al contempo, il meraviglioso proscenio naturale del nostro territorio. La pista ciclabile, infatti, oltre ad essere un'infrastruttura molto apprezzata da concittadini e visitatori, è anche uno di quei requisiti previsti per l'assegnazione della bandiera blu".
Menfi, primo nella graduatoria stilata dall'Assessorato regionale Territorio e Ambiente, diverrà il Comune con la più alta percentuale di km di mobilità alternativa in Sicilia. Il finanziamento rientra nell'ambito dell'intervento 3.2.1.1 - seconda finestra, seconda fase, Asse VI "Sviluppo urbano sostenibile".



Fonte: Corriere di Sciacca  

lunedì 16 maggio 2011

PISTA CICLABILE: ADDIO FINANZIAMENTO, ALMENO PER ORA


Il progetto della pista ciclabile di Sciacca non trova finanziamento
16/05/2011 18.29Era stato annunciato in grande stile. Si trattava di un progetto di 6,5 milioni di euro per realizzare la pista ciclabile che univa Sciacca a Menfi e a Ribera. Il progetto si era piazzato agli ultimi posti della graduatoria. Era dato, comunque, certo il finanziamento. Ma ora si scopre che il progetto non può essere realizzato perchè non è stato finanziato. L'assessore Aberto Sabella adesso punta sull'asse 6 per ricevere il finanziamento con fondi europei. Ribera, invece, è rientrata nel finanziamento.
Fonte: Corriere di Sciacca

sabato 22 agosto 2009

Pista Ciclabile o Greenway di Sciacca


La Facoltà di Ingegneria dell’ Università degli Studi di Palermo ha preso seriamente in considerazione lo studio di Fattibilità sul ripristino della sede ferroviaria e la relativa conversione in GreenWay. Il termine “greenway” tradotto letteralmente in italiano come “ via verde” ed è definito come “un sistema di territori lineari tra loro connessi che sono protetti, gestiti e sviluppati in modo da ottenere benefici di tipo ricreativo, ecologico e storico-culturale”. Tale definizione risulta alquanto generale, ma non potrebbe essere altrimenti, vista la recente introduzione del termine dell’idea moderna di greenway.
Il Dipartimento Trasporti della Regione Sicilia ha predisposto il Piano Regionale della mobilità non motorizzata che prevede, come principale obiettivo, il recupero delle linee ferroviarie dismesse riconvertendole in “greenways”, adibendo anche le stazioni e i caselli ferroviari in strutture ricettive per il ristoro. Le linee ferroviarie dismesse inserite nel Piano della mobilità non motorizzata totalizzano 730 chilometri complessivi, tra cui anche la tratta Castelvetrano-Porto Empedocle. Il Piano è stato elaborato in linea con gli orientamenti europei riguardo alle greenways come modalità alternativa di trasporto sostenibile, rispettosa dell’ambiente e del patrimonio culturale rappresentato da tali infrastrutture abbandonate, il cui recupero è mirato anche a mantenere la memoria storica altrimenti persa per sempre.
Con grande orgoglio personale il Prof. Ing. Orazio Giuffrè e l'ing. Marco Guerrieri rispettivamente docente ordinario e ricercatore del dipartimento di Ingegneria dei Trasporti della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo mi hanno affidato l’argomento “Studio di Fattibilità per il ripristino e la relativa conversione della tratta Ferroviaria Menfi – Verdura in Greenways” come Tesi per l’Anno Accademico in corso.
Questa Tesi, di tipo Progettuale, avrà una durata totale di otto mesi e nell’Aprile 2010 subito dopo l’esposizione questo studio sarà consegnato a titolo gratuito al Comune di Sciacca, al fine di poter usufruirne per una progettazione definitiva.
Gianluca Fisco
Laureando in Ingegneria Civile

sabato 6 settembre 2008

Sciacca: Utilizzare la vecchia rete ferroviaria

Dal 1986 in poi furono in molti a proporre delle idee per cercare di sfruttare l’ormai abbandonata rete ferroviaria. Una di queste fu, per esempio, quella di convertire l’intera tratta per fini turistici: il treno avrebbe trasportato i turisti per tutta la rete ferroviaria e avrebbe concluso la sua corsa negli alberghi dell’ex Sitas. Progetti che, comunque, restarono ad uno stato embrionale. Oggi la linea ferroviaria dimessa è davvero in totale stato di abbandono e l'incontrollata edificazione di abitazioni, che in alcuni casi si è spinta fino alla sede ferroviaria, ha danneggiato l'aspetto ambientale. Ma perché non riconvertire la tratta ferroviaria che va dal fiume Verdura al Carboj in pista ciclabile? Utopia. Invece no e, anzi, un decreto regionale incoraggia proprio le amministrazioni. Infatti, questa tratta, come ribadito a più riprese nei mesi scorsi dall'associazione di promozione sociale l'AltraSciacca, è già stata inserita nel 2005 nel “Piano mobilità non motorizzata in Sicilia” redatto dalla Regione Siciliana.
Questo piano, infatti, individua in tutta la Sicilia dei percorsi ciclabili di notevole interesse turistico sia per le bellezze paesaggistiche che archeologiche. Focalizza proprio questo tratto come uno tra i più rilevanti e lo descrive :”per la buona praticabilità su quasi tutto il percorso, per l’importanza delle località archeologiche e i suoi lidi si presta bene ad essere convertita in itinerario ciclabile dalla rilevante prerogativa turistica“. E’ da rilevare, inoltre, che l’importante riconoscimento della valenza Turistica di questo tratto di territorio, legata alla segnalazione nel “Piano di mobilità“, porta a numerose agevolazioni sia per l’ottenimento di finanziamenti (regionali, nazionali ed europei) sia per la presa di possesso delle aree.
La creazione di una rete dei percorsi ciclabili a livello Regionale può portare ad un notevole sviluppo turistico dello stesso così come è gia successo in altre regioni d’Italia, oltre a rappresentare una valida alternativa alle esigenze di mobilità della nostra cittadina.Non da ultimo è da sottolineare come in altre località turistiche della Sicilia come Menfi, Bosco della Ficuzza e Catania, si è già provveduto a riconvertire la tratta ferroviaria dismessa in pista ciclopedonale.Ma per fare questo il comune dovrebbe acquisire l’intera area di linea dismessa. Sarebbe un iter complicato o dispendioso? Niente affatto.Infatti – dice Giuseppe Genna, funzionario delle Ferrovie dello Stato, al quale ci siamo rivolti - il decreto regionale del 2005, stabilisce, su questi beni, il diritto di prelazione da parte degli enti locali interessati per opere di pubblico interesse.
Alle amministrazioni locali, che vogliono acquisire l'area di una linea dismessa per la conversione in greenway – continua Genna - non rimane che procedere, come per tutte le altre opere pubbliche, alla dichiarazione di pubblica utilità dell'opera. Ma nessuna richiesta è stata mai inoltrata dall’amministrazione e, infatti, veniamo interpellati dagli amministratori soltanto per compiere la scerbatura e le bonifiche nelle zone di nostra competenza. Però c’è anche da sottolineare un altro: se il comune decidesse di acquisire la vecchia linea ferroviaria da riconvertire in pista ciclabile dovrebbe fare i conti con l’edificazione incontrollata di coloro che hanno costruito le proprie abitazioni proprio dove un tempo passava la vecchia linea ferroviaria. Nella città di Sciacca - dice Genna – abbiamo soltanto dato in affitto alcune zone, ma non una frazione dell’ex linea ferroviaria è stata ceduta a privati per la costruzione di immobili. In realtà, invece, sono molte le abitazioni edificate sulla vecchia linea ferroviaria di Sciacca.
A noi non risulta – conclude il funzionario delle ferrovie dello Stato - ma se decidessimo di effettuare un controllo a tappeto e se dovessimo constatare una situazione del genere, procederemmo immediatamente alla denuncia di coloro che si sono appropriati illegalmente dello spazio della vecchia rete ferroviaria.

Franco Iacch Fonte: AgrigentoFlash.it

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